An elven tale

febbraio 13, 2011

Benvenuti allo Starbooks Coffee

“Durante la notte del 20 dicembre 2010 un incendio ha demolito il BlaBla Hotel. Non ci è dato ancora sapere chi abbia appiccato l’incendio. Vorrei potervi dire che non ci sono stati danni a persone e invece sono morte cinque persone. Feriti, tanti, fra cui una scrittrice che ha perso la memoria.
Il BlaBla hotel non era molto frequentato ma aveva i suoi clienti fissi, pochi e affezionati.
C’è però una zona dell’edificio che è rimasta miracolosamente in piedi. Così la scrittrice senza memoria dopo qualche settimana se ne viene qui e mi dice che vuole aprire un bar, un bar che oltre a vendere panini faccia da ritrovo per tutti coloro che in qualche modo bazzicano nel mondo dei libri (li scrivono, li leggono, li vendono) e della scrittura in generale. E vabbè, mi sono detta, non ho più un lavoro. I libri mi sono sempre piaciuti. Si può fare, ho pensato.”

Così Carlotta ci introduce allo Starbooks Coffee, un luogo virtuale, una sorta di blog a più mani a cui tutti coloro che hanno un legame con i libri ed i mestieri che ruotano attorno ad essi sono caldamente invitati a collaborare.

Si è scelto un cafè, un po’ perché richiamava il BlaBla Hotel, esperienza breve ma intensa, ma anche perché immaginare un ambiente del genere stimola la chiacchierata. Qualche volta, la confidenza.

Anche io faccio parte del progetto, nonostante non sia nè un’autrice vera e propria nè una critica affermata. Perciò ringrazio Carlotta e Andrea per l’ennesima opportunità di far sentire anche la mia voce e…in bocca al lupo a tutti coloro che vorranno aiutarci, nella speranza che lo Starbooks diventi un punto di riferimento per tutti coloro che amano i libri a tutto tondo.

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giugno 7, 2010

Almeno un pareggio!

Filed under: Dico la mia — Ale @ 2:15 pm
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.Rassegnatevi subito: non sto per parlare di calcio, benché i mondiali siano alle porte.
Qui si parla – o almeno ci si prova – di aspiranti scrittori, di sogni e di un mondo difficile e appassionante come quello dell’editoria. Dunque, è dura entrare nel merito senza puntare il dito, ma proverò a farlo comunque perché lo scopo di questo post non è flameggiare ma – al contrario – tentare di capire se siamo tutti sulla stessa barca oppure se è una guerra a chi scarica il barile più in fretta.
Il presupposto, purtroppo innegabile, è: la stragrande maggioranza dei piccoli editori è in crisi.
Subissati di manoscritti, insidiati da scribacchini arroganti senza arte né parte, devono far fronte allo strapotere delle majors, e il governo si mette pure a ostacolarli tagliando loro quei pochi benefici economici (leggasi “tassa agevolata sulle spedizioni”). Tutto questo quando non cadono vittima dello spirito truffaldino di alcuni distributori (che non distribuiscono granché) o dell’ostracismo di certi librai.
Eppure…eppure non trovo giusto che la colpa di questa situazione vada a cadere sulle spalle degli aspiranti scrittori. E che siamo, punching-balls? Gironzolando come mio solito per la rete ho trovato numerosi post di sfogo che vedono nell’aspirante scrittore il capro espiatorio di tutti i mali.
Quante volte occorrerà battersi il petto? Molti aspiranti scrittori inviano testi a caso. Sanno poco o niente della realtà editoriale, perciò puntano sulla legge dei grandi numeri. Molti non hanno letto nulla delle case editrici a cui spediscono. Anateeeeema su di Voi, ARROGANTONI, IGNORANTI, CAPRONI etc etc.
E fin qui ci siamo. Però mi domando come mai sembra che l’umiltà sia una dote richiesta solo allo scribacchino. Ora, a me nessuno darà il “patentino” di scrittrice. Ma attenzione: nessuno conferisce lo stesso patentino agli editori. Una persona che domani decide di aprire una piccola casa editrice si suppone che abbia – più della sottoscritta – solo i soldi per finanziare l’inizio dell’attività. Il resto è tutto da dimostrare. Quindi, come noi poveracci sudiamo su ogni singola pagina e veniamo cazziati per ogni MINIMA disattenzione – in rete e fuori – trovo che dovrebbe esserci anche uno specchio per certi editori il cui scopo principe dovrebbe essere la qualità e non il farsi belli agli occhi del povero postulante alla pubblicazione. E sì, dico POVERO perché non si può fare sempre di tutta l’erba un fascio. Ci sono aspiranti che leggono, scrivono, lavorano, sudano (che schifo!!! ^_^ ) e lo stesso vengono trattati a pesci in faccia. Nel caso ve lo steste chiedendo – no, non ho ricevuto alcun rifiuto alle mie immani opere, è che oggi mi andava così.
Agli scribacchini come me dico: non fatevi scoraggiare. Fate di tutto per non rientrare nella categoria dei caproni, ma state sereni. Le occasioni possono arrivare quando meno ce l’aspettiamo.

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