An elven tale

ottobre 11, 2011

UN CALCIO IN BOCCA FA MIRACOLI, di Marco Presta

Filed under: Libri e scrittori — Ale @ 12:30 pm
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Liblog non c’è più, ma io sono ancora qua!!! …Eh già… 😉 Mia sorella ha insistito tanto affinché leggessi “Un calcio in bocca fa miracoli” e ne scrivessi la recensione, che non ho proprio potuto farne a meno. Né avrei voluto, in realtà, perché questo breve romanzo ad opera di Marco Presta (famoso per il programma radiofonico “Il ruggito del coniglio”) è un gioiellino da non perdere.

Il protagonista è un nonnino. E dicendo nonnino, probabilmente, ho creato nella vostra mente l’immagine di un anziano dall’aspetto bonario, che passa il tempo ricordando i bei tempi andati, ripetendo un po’ le cose, coltivando i bonsai e, se in vena di turbolenze, passeggiando fino ai giardinetti per poi tornare a casa a sorseggiare brodo di pollo circondato da figli, nuore e nipotame…

…ecco, scordatevelo. Il personaggio principale di questo libro è un vecchio falegname in pensione, la cui età anagrafica non è che un mezzo per giustificare la propria natura disincantata, brontolona e vivacissima. A ottant’anni suonati il nonnino ha ancora le forze per concupire la portinaia sessantenne, farsi coscientemente la pipì addosso (così, per vedere l’effetto che fa), scucire una colazione gratis ad un malcapitato truffatore che cercava di farsi dare soldi approfittando di un anziano. La situazione si complica quando il Nonnino viene coinvolto dal suo migliore amico Armando, ex pizzicagnolo e suo esatto opposto in quanto ad ingenuità e bontà d’animo, nella missione di far avvicinare due giovani del quartiere, Chiara e Giacomo, in una sorta di “giochiamo a fare i Cupido della Terza Età” che per il nostro protagonista ha ben poco senso, ma per il suo amico è una sorta di omaggio alla moglie defunta, l’unico amore della sua vita.

Scritto con stile limpido, spruzzato di battute fulminanti, questo libro si legge pagina dopo pagina con gusto crescente, anche e soprattutto per la varietà di situazioni e personaggi. Oltre al protagonista, dal cui punto di vista la vicenda è narrata, ha molto rilievo la figura di Armando, il “buono”. E la sua è una bontà nient’affatto ridicola, che l’io narrante osserva con stupore e ammirazione, benché cerchi di mascherarsi dietro al solito sarcasmo.
Il nostro falegname ha anche una moglie ed una figlia, che si sono allontanate da lui a causa del suo carattere. E’ davvero molto delicato il passaggio in cui la ragazza trova temporaneo rifugio a casa del padre dopo una lite col marito: qui si nota una crepa nella corazza del protagonista, che lo rende decisamente più umano e simpatico.
In generale, tutti i personaggi sono pennellati con precisione e animano la storia senza mai scadere nelle semplici “macchiette”, nemmeno quelli dotati di caratteristiche più spiccate (è gustosissima la descrizione del rivale in amore del nonnino: un barista con i denti rifatti che insidia la florida portinaia).

Così, nel racconto della quotidianità, l’autore riesce a far riflettere i lettori anche su argomenti assai più vasti, quelli universali (la vita, la morte, l’amore, tanto per intenderci) creando un testo che è in perfetto equilibrio tra umorismo, malinconia, riflessione e spaccato sociale. Marco Presta ci fa ridere e piangere, spesso sulla stessa pagina, e questa è una dote che un autore ha raramente.
Consigliatissimo.

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