An elven tale

novembre 15, 2010

Barricate (2): La Gilda dei Sacri Scrittori Pubblicati VS. I Talentuosi Geni Privi Di Raccomandazione

Filed under: Dico la mia — Ale @ 1:57 pm
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Scrivo a proposito di un argomento che mi sta molto a cuore, a proposito di barricate, perché il fulcro della questione va ad intaccare uno dei valori che ritengo più alti e difficili da dimostrare: la buona fede.

Spunto polemico:  ha riaperto il blog dei Gamberi. Per chi non lo conoscesse, si tratta di uno spazio web gestito da una ragazza di neanche vent’anni che, col tempo, si è dimostrata una critica feroce e piuttosto preparata. Si è guadagnata molti lettori distruggendo, in pratica, gran parte della produzione fantasy in Italia. Le sue argomentazioni, secondo me, sono molto valide nella stragrande maggioranza delle occasioni, perciò, personalmente, la apprezzo.  Entro un certo limite.

Il limite è dato dal fatto che il pensiero espresso in questo blog – ma non solamente lì – veda una “lobby” di scrittori che fanno mondo a parte, che si scambiano recensioni e che in perfetta malafede scrivano porcate da propinare ai lettori.

Già questo punto mi disturba. Intendiamoci: a me non piace tutto, anzi. Non ho problemi a dire che un libro fa schifo. Non ho problemi a dirlo direttamente all’autore. Anzi, sono convinta che spesso le critiche negative circostanziate siano molto più d’aiuto alla carriera rispetto a generici “Bellissimo! Geniale! Fantastico!”

Inoltre, se capitano tra le mani libri illeggibili, è sacrosanto esprimere in tutta libertà la propria opinione tanto più se si è in uno spazio privato. Il che significa che anche i termini usati, rispettosi o meno, non sono  più di tanto attaccabili.

E fin qui ci siamo.

Però, da qui ad affermare che il proprio punto di vista sia l’unico oggettivo, per quanto possa basarsi su criteri precisi e intelligenti, fa crollare il castello di carte. Significa incasellare la narrativa e pretendere che tutto il mondo abbia la nostra stessa visione. Solo a dirlo, mi sembra una sciocchezza.

Tornando alla questione della buona fede: abbiamo da una parte la Lobby, ovvero la Gilda Dei Sacri Scrittori Pubblicati che si scontra con l’Esercito dei Talentuosi Privi Di Raccomandazione. E’ pensiero comune dei secondi che i primi siano arrivati al posto in libreria grazie alla regola della ELLE MAIUSCOLA: Leccare sempre, Leccare Ovunque, Leccare Chiunque.

Tu chiamale, se vuoi, Raccomandazioniii…

Non ho prove per affermare che non sia così. Però…c’è un però. Il Team Talentuosi Incompresi se la prende con i poveracci che la pensano diversamente da loro, ovvero che apprezzano alcuni  Scrittori Pubblicati che a loro hanno fatto schifo.  Tradotto terra terra: se scrivo una recensione positiva o commento sul blog di uno dei famigerati Scrittori Pubblicati finisco anche io nella Lobby. Ovvero, rappresento qualcosa di un po’ meno nobile di una muffa che infetta la pustola di un verme. Sono  la Scema a cui piace scrivere e che spera che uno di questi scrittori a cui lecco il culo dicendo che la ciofeca che ha scritto è un capolavoro si alzi la mattina, si trasformi in editore e/o mi aiuti a pubblicare la mia presumibile altra ciofeca.

Ora, non che questo scenario sia impossibile, ma credo di essere la prova vivente che NON E’ VERO.

Guardate il mio blogroll. Ci sono tre blog in particolare che riguardano ben Tre Scrittori Pubblicati facenti parte della “Lobby”.  Ebbene sì, ho scritto di loro positivamente, perché ho letto i loro libri e mi sono piaciuti davvero. Ebbene sì, di tanto in tanto commento i loro blog, perché mi sembra abbiano cose interessanti da dire. Ebbene sì, anche a me piace scrivere.

Ebbene no, non ho mai e poi mai pensato che qualcuno di loro potesse essere una scorciatoia verso un qualsiasi editore. MAI.  

Quindi, se esisto io, immagino che esisteranno anche altri. Immagino che non ci sia tutta questa malafede. E, forse, come succedeva con l’Inquisizione, erano gli accusatori quelli che avrebbero dovuto guardarsi allo specchio.

Purtroppo, la Barricata resta.  E – attenzione – il muro è eretto da coloro che appaiono come più deboli, cioè quelli che non appartengono alla Sacra Gilda dei Pubblicati.

E proprio vero che siamo in un mondo difficile, sotto tutti gli aspetti.

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9 commenti »

  1. Oh che bell’argomento!

    Dunque, in effetti la riapertura di Gamberetti, che orgogliosamente porto anche linkato nel mio sito, mi ha fatto un gran piacere, senonchè, alla fin della fiera, devo ammettere che avrei quasi il terrore di vedere un giorno la mia saga massacrata da quelle parti. A parte il fatto che Gamberetta non ci va leggera (e abbia persino espresso la volontà di NON trattare più fantasy italico tanto che ne è schifata), mi son sempre chiesto se avesse il coraggio di individuare elementi buoni di ciò che legge. Pensarla una cosa impossibile, mi pare altrettanto senza senzo. Scoprire da te, Ale, che non ha neppure 20 anni mi ha lasciato un po’ basito per di più O___o

    Quello che vorrei esprire al riguardo, e faccio notare che parla uno che brucerebbe i libri della Troisi (se non fosse che la Ragazza Drago l’ho presa perchè mi pareva avere dei buoni presupposti diversi da tanto altro), è che magari una sana giusta via di mezzo non guasterebbe. No perchè non lo so a che serve accusare i “raccomandati” di fare da lobby e poi costituirne una contro di “puri”. Già la lotta fra chi esce edito e chi difende il free sharing è acerrima, come la sfiducia verso la maggior parte degli editori, ma così non si fa altro che creare un clima orrendo, dal quale, guarda un po’, ne esce malconcio proprio il fantasy.

    Vorrei soltanto riportare un esempio di cosa significhi dare il giusto peso alle cose così come saper fare orecchio da mercante alle critiche (traendo ovviamente insegnamento comunque). VI riporto due stralci di critica che mi sono stati mossi, da sue importanti responsabili editori (di cui non faccio il nome) e che, come potete notare, rappresentano esattamente l’uno l’opposto dell’altro. Traete voi le conseguenze:

    -La narrazione è purtroppo appesantita da un uso eccessivo delle descrizioni, una tendenza che si presenta sia nelle scene di azione che nei personaggi.

    -Ho letto il Suo testo “l’Eletto di Alur” e Le faccio i complimenti per la scrittura ricca ed efficiente. La storia è avvincente.

    u___u

    Commento di Alessandro Fusco — novembre 16, 2010 @ 3:05 pm | Rispondi

  2. Sì, Ale. Ho citato il blog dei gamberi perchè è quello in cui certi concetti sono espressi con più “chiarezza”, ma credimi non sono gli unici che ho letto a pensarla così. E non hanno di certo tutti i torti: partendo dal giudizio su molta della produzione nostrana non si può non pensare “questo qui ha pubblicato perchè conosce qualcuno”.
    Quello che a me sembra esagerato è accanirsi sulla malafede degli scrittori in primis e poi su coloro a cui i suddetti scrittori piacciono.
    Es.: a me fa schifo Twilight. Ci sono varie ragioni per cui mi fa schifo. Non mi sognerei mai di accusare di ignoranza qualcuno a cui il libro è invece piaciuto. In certi blog si fa. In quello dei gamberi, ma anche in altri. E quello che mi fa un po’ tristezza è il “popolo” degli accusatori che non si accorgono nemmeno di essere parte di un meccanismo speculare a quello che indicano come iiiil Maaaaaleeee.
    Es. (spero che i gamberi non se la prendano se uso sempre loro): ho letto UNA MAREA di commenti, a corollario delle osservazioni della titolare del blog, che mi hanno fatto venire il latte alle ginocchia.
    C’è gente che parte in crociata e si sente forte perchè è un’altra persona a fornire lo scudo.
    Inoltre, già che siamo in argomento:
    1) penso che l’elogio della maleducazione spacciata come “dico la verità, perciò uso termini diretti, quindi per me il rispetto sta a zero” sia un male. Attraverso questa “verità rivelata” la funzione utile del blog si ferma all’approvazione del gregge belante, ma non cambia la situazione. A perderci è il fantasy.
    2)Per quanto ci si possa appellare a criteri oggettivi, stra-studiati, acuti etc etc. i testi originali prodotti come esercitazione non mi sembrano affatto all’altezza. Distruggere è facilissimo, creare lo è molto meno. Ed in più è la dimostrazione che non sono i criteri oggettivi a fare la letteratura. E’ un non-so-che, una scintilla che c’è oppure non c’è.
    3)Ritengo utili le recensioni, ma entro una certa misura. Rabbrividisco quando leggo frasi tipo “Tizio ha detto che il libro X fa schifo, perciò non lo leggo”. Io preferisco pensare e giudicare con la mia testa. tanta gente non lo fa, questo è il dramma.

    Commento di Ale — novembre 17, 2010 @ 7:55 am | Rispondi

  3. Ale, hai perfettamente ragione! Non è solo per il fantasy questo tipo di osservazioni. Ad esempio, prendiamo il genere chick-lit, che nessuno conosce, ma che a me piace molto. Proprio ieri ho letto su FB alcuni lettori che sparlavano con cattiveria di questi romanzi, dicendo che non li leggerebbero nemmeno sotto tortura. Si sentivano forti delle letture ALTE, disprezzando non solo i romanzi, ma anche chi li legge e figuriamoci chi li scrive. No, così non va. Io sono laureata quasi a pieni voti, ma mi piacciono i chick-lit e anzi ci sono autrici Italiane davvero brave, non vedo perchè dovrei sentirmi ignorante se leggo tali romanzi e se poi mi piace anche scriverli. Non si può giudicare a priori, MAI, non si è intelligenti se lo si fa. Quando poi si giudica A POSTERIORI, bisogna sempre avere un occhio di riguardo e parlare oggettivamente di che cosa quel romanzo ha di sbagliato, senza sputarci sopra. Insomma, le critiche costruttive devono esserci, quelle negative e distruttive non hanno alcun singificato. Poi, se a me piace uno scrittore e glielo dico non vedo perchè dovrei essere leccaculo ( scusate il termine) solo perchè ho detto che mi piace. L’ho fatto su FB con autrici davvero meritevoli ( Barbara Baraldi e Federica Bosco tra quelle che apprezzo) senza farmi alcun problema. Quando stimo un’autrice mi tolgo tanto di cappello senza alcuna invidia, anzi,magari potessi scrivere così! Tanto si sa che al mondo nessuno ti regala una mazza di nulla. I raccomandati ci sono, ok va bene, chissenefrega, scusatemi, se io che scrivo devo anche farmi il sangue acido per ste cose qua, meglio che chiuda baracca e burattini e mi ritiri in un eremo. Per questo mi sono sempre fatta i cavoli miei, perchè purtroppo nell’ambito scrittevole a volte bisogna anche tutelarsi, cercare di non immischiarsi troppo… Uhm, Ale, spero di non essere uscita dal seminato. Baci bacixxx
    Emanuela

    Commento di Emanuela — novembre 17, 2010 @ 11:40 am | Rispondi

  4. No, non sei uscita dal seminato, ma vorrei precisare una cosa: non è che il blog di cui ho parlato giudica A PRIORI, anzi. La titolare “studia” i testi ed è in grado di smontarli con dovizia di particolari. Infatti, nella maggior parte dei casi si hanno articoli molto interessanti per svariate ragioni. Quello di cui mi lamento è che poi assistiamo alla “degenerazione”. Cioè, quella che deve essere una critica negativa diventa, soprattutto da parte dei commentatori, una specie di tiro al bersaglio. Tanto il grosso del lavoro è già stato fatto dalla titolare del blog, loro devono solo fare la fatica di dare man forte, con espressiioni speso discutibili.
    Questo pe quanto riguarda i “gamberi”.
    Per altri bloggers, ho letto la scusa “Se uno è stronzo nun je puoi dì che è stupidino, je devi dì che è stronzo.” ovvero il modo di Funari di tradurre “Diciamo pane al pane e vino al vino.”
    La verità è sempre la cosa migliore, ma non è scritto da nessuna parte che questa verità debba essere sbattuta in faccia nel peggiore dei modi. Cosa si ottiene dall’essere gentili? Probabilmente, ASCOLTO.
    Se uno invece tira solo a passare sopra e a mettersi in mostra, la sua critica – per quanto intelligente e motivata – per me passa in secondo piano rispetto al pavoneggiarsi, perciò perdo interesse.
    Discorso a parte per il trattamento riservato a chi ha gusti differenti dai propri. Mi fa ridere amaramente il fatto che se io aprezzo un autore e glielo dico passo per lecchina, se cerco in ogni modo di distruggere il suo testo faccio pure bella figura. E’ un meccanismo che non mi risulta troppo chiaro.

    Commento di Ale — novembre 17, 2010 @ 12:15 pm | Rispondi

  5. *apprezzo con due P ^_^

    Commento di Ale — novembre 17, 2010 @ 12:16 pm | Rispondi

  6. Va beh, ma Gamberetta in effetti è semplicemente molto stretta di giudizi. E’ quasi impossibile che non trovi difetti in una qualsiasi lettura, non mi pare si risparmi critiche anche in quelle che le piacciono. Ha un caratterino, io credo, e si vede. Se si screma un po’ di muso duro e di insulti belli e buoni, alla fine possiamo prendere da noi ciò che di positivo ci sembra ispirarci. Vi confesso che mi ha stupito all’inizio, ma non è un caso che non sia ben visto proprio da tutti il blog, anzi.

    Se penso a certi romanzetti stile video-game, di cui ha trovato troppi errori anche ortografici e strafalcioni, tuttavia non posso che dire “magari fossero così i correttori di bozze!”

    Adesso però voglio sapere che cos’è il chick-lit, Emanuela *____*

    Commento di Alessandro Fusco — novembre 18, 2010 @ 11:53 pm | Rispondi

  7. Ma io non ce l’ho con lei, anzi. Scrive articoli secondo me utilissimi, in molti casi. Divertentissimi in altri. Ogni tanto, secondo me, sfora. E purtroppo chi le fa da “corista” è sovente ben peggiore, sia nei toni che nell’approfondimento della questione.
    Criticare è facile. Non è facile criticare come fa lei e per questo secondo me è ammirevole. Però nel momento in cui si butta con tutto il peso oltre la tematica letteraria che le compete, insinuando che ci sia della malafede, per me in molti casi NON HA RAGIONE. E non approvo il discorso che non si debba rispetto agli scrittori, seppure scrittori di una schifezza. Insultando la gente, secondo me, ottieni il plauso di coloro che alla fine passano per invidiosi e non migliori la condizione della materia che vuoi trattare.
    Es.: secondo me gli articoli sulle tecniche di scrittura sono molto utili e intelligenti (anche se nell’ultimo trovo esagerata la sparata sul professor Keating^^, ogni tanto le cose dovrebero essere lasciate nel proprio contesto, non estrapolate a proprio uso e consumo). Le recensioni negative, alla lunga, hanno finito per stancarmi. Sono contenta che abbia deciso di occuparsi d’altro, mi sembra che anche la freschezza dei suoi testi ne guadagni. 😛

    Commento di Ale — novembre 19, 2010 @ 7:49 am | Rispondi

  8. @Alessandro: il chick-lit è il genere ironico, presente la Kinsella? Bridget Jones? Un tipo di letteratura di evasione, con le sue regole ben precise. In effetti non è facile utilizzare l’ironia negli scritti, a volte si scade nella banalità scrivendo cavolate. Ma se si riesce a dosarla alla perfezione e la storia ha un che di tragicomico e grottesco, le storie diventano interessanti. Se sono scritte bene tanto meglio! 😉

    Commento di Emanuela — novembre 19, 2010 @ 1:05 pm | Rispondi

  9. Ah ok, comprendo bene. In effetti Bridget Jones mi piacque, ma chissà quanta fuffa può essere uscita su storie simili. Leggevo anche da Zero91 su faccialibro che si parlava di generi sul “daily life”, ovvero vita quotidiana di una perfetta cretinetta, dal make-up mattutino alla avventure in disco. Sono un po’ vecchio mi sa >____>

    Grazie Emanuela 😉

    Commento di Alessandro Fusco — dicembre 12, 2010 @ 9:08 pm | Rispondi


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