An elven tale

agosto 30, 2010

Miti da sfatare

Filed under: Dico la mia — Ale @ 7:33 pm
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Credit to "el grimlock" per questa immagine.E’ proprio vero che non bisogna mai abbassare la guardia, quando si cerca di fare un’informazione il più possibile corretta riguardo ad un business, perché coloro che hanno interesse nel portarlo avanti sono sovente disposti anche a vendere la nonna pur di far valere le proprie distorte ragioni.
E’ il caso di alcuni editori a pagamento e, mi avvedo, anche di alcuni dei loro autori, che pur di portare acqua al proprio mulino fanno arrampicate sugli specchi tali da far invidia al mago Copperfield.
Per una volta, non mi rivolgo all’editore a pagamento, ma al sedicente scrittore. Prendo spunto dalla rete. Potrei rispondere sui blog dei diretti interessati, ma temo che questa improvvisa crociata “a favore” degli EAP sia solo un modo per farsi pubblicità, perciò non mi va di andare ad infoltire il coro di disapprovazione. Tuttavia, per chi capita qui, vorrei provare a controbattere ad alcune delle boiate affermazioni che vanno per la maggiore tra coloro che non sono riusciti a trovare un editore degno di questo nome (quindi gratuito, deciso ad investire sul proprio autore anche a costo di qualche sacrificio, che curi il testo in ogni sua parte dall’editing alla distribuzione):

Pubblicare è un diritto di tutti. (Direttamente dalla pubblicità del Gruppo Albatros)
Ma anche no. Dove è scritto? Da che mondo è mondo un libro è un mezzo per diffondere quanto più possibile la cultura. E per cultura si intende che, almeno, le principali regole base della grammatica vadano rispettate. Purtroppo, invece, per quanto riguarda gli EAP la discriminante non è la capacità, ma il denaro. Se io pagassi, potrei pubblicare persino un testo con parole a caso. Il che è una presa in giro nei confronti del lettore, m anche del sedicente autore.

C’è selezione eccome!
Questa è una bugia bella e buona. Gli EAP non fanno alcuna selezione, perché il loro interesse è pubblicare il più possibile. Non importa cosa. A loro non importa di vendere un buon prodotto, perché tanto hanno già ottenuto il proprio ricavo da te che hai pubblicato con loro. (Applausi)

Ci fanno un sacco di pubblicità.
Non crederai mica, caro AAP, che la pubblicità che i tuoi editori si fanno (o tentano di farsi) sia per te! No, pasticcino, neanche se riescono ad approdare in televisione o su giornali di tiratura nazionale. Quegli spot sono esclusivamente volti a far conoscere la casa editrice nella speranza di coinvolgere altri pasticcini come te. Il tuo capolavoro è già nel dimenticatoio dal secondo successivo alla stampa. Tranne naturalmente per le copie che ti sei dovuto sobbarcare.

A me “mi” hanno fatto anche la ristampa aggratisse. Perché io valgo.
Questo, pulcinotto caro, potresti dirlo con orgoglio se la tiratura fosse di qualche migliaio di copie. No, una ristampa da dieci copie non conta. E comunque, dato il prezzo iniziale stai certo che ti sei pagato ogni singola pagina. (Ancora applausi)

Io l’ho fatto per scelta.
Ecco, io questo non lo direi in giro. Tantomeno magnificherei la mia scelta su blog, social networks e quant’altro. Hai fatto un errore madornale e, va bene che siamo nella patria del trash, sarebbe bene che almeno imparassi da questa esperienza. Sei stato gabbato. Possibile che oltre a non accorgertene tu ne vada pure fiero? Poi non vuoi che diciamo che sei scemo. (Non l’abbiamo mica mai detto!!!)

Coi miei soldi faccio quello che voglio.
Sacrosanto. Ma essere scrittori è un’altra cosa. Perciò, quando te ne vanti pensaci due, tre volte…e alla fine taci, che fai una miglior figura. Senza contare che, in secondo momento, per riprenderli quei soldi hai dovuto PIAZZARE alla gente un prodotto non finito, che non è mai stato selezionato, corretto, curato…un bello schifo, insomma.

Ma tu non puoi giudicare il mio libro, se non l’hai mai letto!
Vero anche questo, ma ci sono due possibilità: a) scrivi benissimo e allora hai letteralmente sprecato il tuo talento. Se questa prima ipotesi fosse vera avresti ottenuto proposte anche da editori non a pagamento, il fatto che tu abbia scelto un EAP mi fa pensare soltanto che nessun altro ha ritenuto il tuo testo degno di un investimento; b) scrivi da cani = converrebbe studiare ancora un po’ e provare a migliorarsi invece di farsi subito una brutta nomea, non ti sembra? Se poi sei uno di quelli che non hanno niente da imparare…beato te. Ma io una ripassatina alla grammatica la darei perché si leggono certi post con errori che fanno rabbrividire e non sempre sono sviste di distrazione.

Io ho venduto ben 500 copie tutto da solo.
Mitico! Però vuol dire una sola cosa: hai sbagliato mestiere. La “Folletto” cerca sempre, io ci farei un pensierino.

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2 commenti »

  1. Ciao Ale. Sottoscrivo in pieno il tuo post. So a quale blog ti riferisci e davvero non ci sono parole a riguardo. Io mi sono anche letta tutti gli oltre 130 commenti, la cui quasi totalità era contraria al delirante post della ‘scrittrice’ ( a un certo punto m’è pure venuto il mal di testa). Ognuno può fare quel che vuole della sua vita, ma non si può assolutamente disinformare su un argomento come gli EAP. Da quando ho il mio blog, continuo a sgolarmi sul fatto che prima di pensare a una pubblicazione, bisognerebbe sottostare al giudizio valutativo di figure professionali che possano aiutarci a migliorare il nostro scritto( Studio 83, Torre di Carta, I Sognatori è una CE free che fa anche valutazione di scritti a prezzi modici) oppure, far parte di un forum come il WD dove ci può essere interscambio di opinioni tra scrittori e possibilità di migliorarsi. Lo dico con cognizione di causa( io mi sono avvalsa della valutazione, spendendo poco), perchè, per quanto uno scrittore sia bravo o abbia una scrittura quanto meno decente, in un romanzo ci sono mille cose che possono non andare, la trama, lo svolgimento di alcuni personaggi, i dialoghi etc… Credo sia un dovere migliorare se stessi e rendersi conto anche dei propri limiti. Basterebbe essere un tantino più umili.
    Un abbraccio,
    Emanuela C.

    Commento di Emanuela — agosto 31, 2010 @ 12:56 pm | Rispondi

  2. Ma assolutamente sì, Emanuela. Non c’è molto da aggiungere a quanto hai detto: specie alle ultime righe. Il problema della “scrittura” è che sembra alla portata di tutti. Come tutte le arti, inoltre, essendo altamente soggettiva, non vi sarà mai niente di definitivo.
    Il problema è che al giorno d’oggi pubblica anche gente che non sa l’italiano. Poi viene da te, che ti sforzi ogni giorno sbarcando il lunario con un lavoro che ti piace assai meno, e si BULLA. Quante volte avrei voluto rispondere male!
    Per quel che mi riguarda non so se ho abbastanza talento, però ho intenzione di continuare a studiare, a leggere, a cercare di migliorare. E poi anche a scrivere e “provare” a proporre il risultato.D’altronde un altro mestiere (per ora, dati i contratti precari) già ce l’ho. 🙂

    Commento di Elfo — settembre 1, 2010 @ 8:33 pm | Rispondi


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