An elven tale

agosto 25, 2010

Il ritorno dei Vampiri.

Filed under: Dico la mia — Ale @ 9:51 pm
Tags: , , ,

Per celebrare degnamente il mio ritorno al blog (dopo un’estate che definire funesta è un eufemismo) ho deciso di parlarvi di due tipi diversi di vampiri. Ebbene sì, so che avete le palle piene degli sbaluccicanti zannuti, ma fidatevi: “Twilight” c’entra solo marginalmente.
Mi è capitato tempo fa di scambiare quattro chiacchiere con uno scrittore vero, il quale mi ha detto che ci sono storie che non smettono di tormentarlo finchè non le ha condivise con il pubblico.
Ecco, in tempi non sospetti, quando cioè questa ondata di glitter e vegetarianesimo vampiresco era ancora nei sogni reconditi della Meyer, anche io avevo iniziato un racconto sui vampiri.
Mi sembrava così originale! Erano lontani i fasti di Anne Rice e, sì, lo ammetto, il mio protagonista era proprio un figonzo.
Il successo di quella boiata che io ritengo essere la saga di “Twilight” mi ha congelata a tal punto che avevo finito per abbandonare, soprattutto perché in seguito ad esso è stato tutto un fiorire di romanzi più o meno brutti su queste tenebrose creature.
C’è gente che stimo che alla sola parola “vampiro” mi sputa. Ci sarà un perchè.
Orbene, lo confesso: la storia che avevo in mente mi tormenta. Non riesco a pensare di scrivere altro. In poche parole…voglio terminarla.
Non importa se sarà l’ennesima boiata. Quest’estate non ho potuto fare a meno di riprenderla in mano e, dopo un’accurata revisione, sono alla seconda stesura del testo. Ho tagliato parecchio rispetto all’originale, ma sono davvero soddisfatta di quello che sta uscendo.
Sia chiaro: il mio vampiro protagonista è rimasto figo. Però non brilla.
Vale? ^_^

Il secondo tipo di vampiri è tornato oggi a rompere le scatole dopo una stagione in cui sembrava che la disinformazione si fosse un pochino sopita. Faccio rimbalzare qui questo post del Writer’s Dream anche perché la signorina coinvolta sì è premurata di venire a insultarmi qualche post fa per aver condannato il “coso” della sua amica (che di libro ha solo la forma). Ora capisco a che livello siamo. Ma, soprattutto, mi devo convincere sempre più che sì, c’è gente che si bulla e si esalta per aver pubblicato a pagamento.
Non riuscirò mai a capire persone del genere. Come è possibile autoincensarsi per aver speso almeno uno stipendio mensile medio di un impiegato per STAMPARE un testo che – cugini a parte – nessuno si filerà mai? Come è possibile considerarsi veramente scrittori quando NESSUNO ha mai selezionato un tuo testo investendo su di esso il proprio denaro, nella convinzione che il tuo lavoro possa far rientrare in cassa quanto speso?
Come si fa a credere genuinamente che un editore a pagamento sia tale “perché rischia la bancarotta” e nello stesso tempo si faccia pubblicità più volte al giorno su Canale 5 (brrrr!)? Raccontarsi la favola che il suddetto editore (stampatore) pubblicizzi i suoi autori è un’ulteriore stupidaggine. Quelle costosissime pubblicità, pagate coi soldi dei gonzi, servono solo a far conoscere la casa editrice ed attirare altri gonzi in un circolo vizioso abominevole.

Amici, romani, concittadini…ehm, no, volevo dire… amici, aspiranti scribacchini o geni della lampada fatevi furbi: NON CI CASCATE. La strada per la pubblicazione è lunga, difficile, frustrante e piena di ostacoli. Detto questo se ci sono passione, talento ed un pizzico di fortuna gli ostacoli si abbattono. Se manca uno dei tre non c’è niente da fare: bisogna cambiare mestiere.
E nessuno vieta di pubblicare le proprie storie “aggratissse” in rete! 😉

Annunci

4 commenti »

  1. Ciao, mi chiamo Emanuela. Anche io ho fatto indigestione di vampiri, e ne ho piene le tasche. Non c’è niente da dire, sono delle creature mostruose e infide. Inorridisco anche al solo pensiero dei canini nella giugulare. Hai mai letto I DIARI DELLA FAMIGLIA DRACULA di Jeanne Kalogridis? Ecco, lettura completamente differente, che mi ha affascinata, perchè riprende la storia in versione epistolare del vero Conte Dracul, dal romanzo di Stoker, dove i vampiri di certo non sono vegetariani rammolliti, innamorati di ragazzine svampite. Se non li hai ancora letti, te li consiglio caldamente. E ti parla una che ha letto Meyer( eh sì, all’epoca mi piacque), Hamilton( è la mia droga, mi fanno schifo tutte quelle bestie immonde eppure ogni volta che escono i romanzi di Anita Blake, li compro), Harris etc…
    Però, credo che l’ispirazione debba essere assecondata, qualsiasi genere si tratti! In bocca al lupo per il romanzo 😉
    Sulla seconda questione, ti quoto e straquoto, sono anni che combatto questo tipo di editoria, e che appoggio il WD. Personalmente non ci sono mai cascata (non che ci voglia una grande mente per non farlo a mio avviso), nè nel secolo scorso quando mi hanno proposto svariate milioni di lire( eh sì, esistono da mo’ certe realtà), nè in questo secolo con i classici 2500 euro (quando ancora non si sapeva che IL FILO fosse una EAP, l’ho scoperto da me!). Ho sempre pensato con la mia testa, non mi sono mai lasciata fuorviare dalla vanagloria. I risultati nella scrittura si ottengono ugualmente, se si è pronti a lavorare sodo e faticare senza alcuna fretta di vedersi pubblicati. Meglio un buon romanzo, scritto bene, che una ciofeca che ci farebbe solo perdere potenziali lettori (gli amici e i parenti in questo caso non si contano, quelli ti leggono anche se hai scritto una ciofeca 😉 per evitare rappresaglie).
    Ciao e a rileggerti,
    Emanuela C.

    Commento di Emanuela — agosto 27, 2010 @ 12:52 pm | Rispondi

  2. Ciao Emanuela, benvenuta. 🙂
    Innanzi tutto grazie per il buon augurio. In generale la penso come te, anche se un po’ ormai mi vergogno quando dico in giro che sto scrivendo un libro sui vampiri. Beh, perchè ormai lo ritengo davvero un genere ipersfruttato. Però in questo momento è davvero quello che VOGLIO scrivere, quindi credo di far bene.
    Sugli EAP: se sostieni il WD vuol dire che abbiamo la stessa idea, quindi possiamo tranquillamente stringerci la mano e cercare di fare il più possibile informazione affinché ragazzi che hanno il nostro stesso sogno siano almeno spinti ad approfondire le proprie informazioni ed evitare certi contratti “trappola per allodole”.
    Un abbraccio e a risentirci. 😉

    Commento di Ale — agosto 28, 2010 @ 6:19 pm | Rispondi

  3. Bentornata!
    Sui vampiri del secondo genere ho già detto la mia anche qui e siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Continuo a ripetere che il problema non è solo la disinformazione ma anche il fatto che molti non hanno ben presente il perchè non è tanto raccomandabile pubblicare a pagamento. Voglio dire, una persona magari è disinformata e non è al corrente di certi meccanismi, okay, ci può anche stare. Ma nel momento in cui qualcuno chiede un certa somma per pubblicare uno scritto, all’autore dello scritto dovrebbe venire in mente che qualcosa non funziona. Scrivere è un mestiere non un’iscrizione all’AVIS, per restare in tema “ematologico”. Ma molti non afferrano, per loro è “normale” perchè la si prende come una sorta di gavetta che spetta agli esordienti… quando la gavetta, in qualsiasi ambito lavorativo, non è una cosa che si affronta firmando un assegno.
    Sui primi vampiri… io li amo tanto tanto *.*, al punto che è difficile che io riesca a trovare qualcosa (film, libro, telefilm) che mi piaccia davvero perchè sono molto esigente, non parliamo di quando ho letto il primo (e poi basta) libro della Meyer. Comunque sia, come figure letterarie i vampiri offrono moltissimi spunti e se la storia “preme” fai bene a scriverla. A me piace il viola, non dovrei indossarlo solo perchè va troppo di moda? 😉
    In bocca a lupo per i lavori scrittorii, alla prossima.
    Luciana

    Commento di Luciana — agosto 30, 2010 @ 7:46 pm | Rispondi

  4. Ciao Luciana!
    Quello che anche io trovo incredibile nei confronti degli autori che accettano il contratto a pagamento è proprio la convinzione che “non ci sia altro mezzo”. Questo può dipendere sia dalla politica degli EAP, che cercano di intortare i gonzi con discorsi e contratti poco chiari, descrivendo loro un quadro dell’editoria italiana a dir poco desolante, sia dal desiderio di pubblicare a tutti i costi. Ma, benedetti figlioli, quello che mi chiedo io è PERCHE’. Io vorrei pubblicare perchè vorrei che un giorno la mia più grande passione fosse PIU’ di un hobby. Ho un altro lavoro che non mi gratifica più di tanto e sono certa che, se potessi scrivere per mestiere, sarei molto più felice. Ma, di certo, non arriverei allo scopo PAGANDO! E’ su questo nodo che il discorso non mi torna. Ho aperto il blog per soddisfare la mia “ansia di far sapere agli altri i miei pressochè inutili pensieri”, quindi potrò pubblicare qui le mie storie, se nessuno vorrà prenderle in considerazione per un motivo o per l’altro. Ma pubblicare a pagamento? MAI! E mi chiedo cosa davvero spinga gli altri a cadere in un sistema così evidentemente forzato.

    Piacere di averti risentita! 🙂

    Commento di Ale — agosto 30, 2010 @ 8:46 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: