An elven tale

giugno 7, 2010

Almeno un pareggio!

Filed under: Dico la mia — Ale @ 2:15 pm
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.Rassegnatevi subito: non sto per parlare di calcio, benché i mondiali siano alle porte.
Qui si parla – o almeno ci si prova – di aspiranti scrittori, di sogni e di un mondo difficile e appassionante come quello dell’editoria. Dunque, è dura entrare nel merito senza puntare il dito, ma proverò a farlo comunque perché lo scopo di questo post non è flameggiare ma – al contrario – tentare di capire se siamo tutti sulla stessa barca oppure se è una guerra a chi scarica il barile più in fretta.
Il presupposto, purtroppo innegabile, è: la stragrande maggioranza dei piccoli editori è in crisi.
Subissati di manoscritti, insidiati da scribacchini arroganti senza arte né parte, devono far fronte allo strapotere delle majors, e il governo si mette pure a ostacolarli tagliando loro quei pochi benefici economici (leggasi “tassa agevolata sulle spedizioni”). Tutto questo quando non cadono vittima dello spirito truffaldino di alcuni distributori (che non distribuiscono granché) o dell’ostracismo di certi librai.
Eppure…eppure non trovo giusto che la colpa di questa situazione vada a cadere sulle spalle degli aspiranti scrittori. E che siamo, punching-balls? Gironzolando come mio solito per la rete ho trovato numerosi post di sfogo che vedono nell’aspirante scrittore il capro espiatorio di tutti i mali.
Quante volte occorrerà battersi il petto? Molti aspiranti scrittori inviano testi a caso. Sanno poco o niente della realtà editoriale, perciò puntano sulla legge dei grandi numeri. Molti non hanno letto nulla delle case editrici a cui spediscono. Anateeeeema su di Voi, ARROGANTONI, IGNORANTI, CAPRONI etc etc.
E fin qui ci siamo. Però mi domando come mai sembra che l’umiltà sia una dote richiesta solo allo scribacchino. Ora, a me nessuno darà il “patentino” di scrittrice. Ma attenzione: nessuno conferisce lo stesso patentino agli editori. Una persona che domani decide di aprire una piccola casa editrice si suppone che abbia – più della sottoscritta – solo i soldi per finanziare l’inizio dell’attività. Il resto è tutto da dimostrare. Quindi, come noi poveracci sudiamo su ogni singola pagina e veniamo cazziati per ogni MINIMA disattenzione – in rete e fuori – trovo che dovrebbe esserci anche uno specchio per certi editori il cui scopo principe dovrebbe essere la qualità e non il farsi belli agli occhi del povero postulante alla pubblicazione. E sì, dico POVERO perché non si può fare sempre di tutta l’erba un fascio. Ci sono aspiranti che leggono, scrivono, lavorano, sudano (che schifo!!! ^_^ ) e lo stesso vengono trattati a pesci in faccia. Nel caso ve lo steste chiedendo – no, non ho ricevuto alcun rifiuto alle mie immani opere, è che oggi mi andava così.
Agli scribacchini come me dico: non fatevi scoraggiare. Fate di tutto per non rientrare nella categoria dei caproni, ma state sereni. Le occasioni possono arrivare quando meno ce l’aspettiamo.

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