An elven tale

maggio 31, 2010

Manifesto contro l’Editoria a Pagamento

Filed under: On writing — Ale @ 6:25 am
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OBIETTIVO DELLA MANIFESTAZIONE: non è abbattere gli editori a pagamento, ma informare quante più persone possibili, perché la chiave del successo è una sola, e si chiama informazione.

Editoria a pagamento: cos’è? È quella cosa per cui tu, aspirante scrittore a caccia di una casa editrice, devi sborsare soldi per vedere pubblicata la tua opera.
In altri termini significa che tu, impiegato presso una qualsiasi azienda, devi pagare il tuo capo 1200€ al mese. Perché? Perché sì, naturalmente, perché il mercato è in crisi e non pretenderai che l’azienda si sobbarchi rischi simili? Già ti permettono di lavorare e di avere un posto quando la crisi finirà, quindi zitto e firma l’assegno.

Questa è la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento, caro scrittore, e siamo qui non tanto per protestare quanto per informare tutti gli autori che, come te, sono alla ricerca di un editore che pagare per pubblicare non è l’unico modo.
E non è nemmeno la regola.

Pubblicare non è un diritto. Non è un diritto inalienabile dell’uomo, si può vivere benissimo anche senza pubblicare un libro. Detto questo, pensa un attimo a una cosa. Prova a immaginare di avere solo la terza media e di volere, a tutti i costi, diventare architetto.
Cosa fai? Vai in uno studio e pretendi di essere assunto? No. Non lo faresti mai, nemmeno ti passa per la testa: non hai le competenze per farlo e un tuo errore causerebbe la morte di molte persone.
Allora perché intestardirsi sul voler pubblicare a tutti i costi? Diventeresti architetto corrompendo, pagando chi ti assume e sapendo che potresti ammazzare qualcuno?
Pubblicare senza averne le competenze equivale a voler fare l’architetto con la licenza media.
Se pagare l’esaminatore per farti passare l’esame della patente senza studiare è corruzione, pagare per pubblicare è perfettamente legale ma a conti fatti cambia qualcosa?
La maggioranza degli editori a pagamento pubblica qualunque cosa. A questo proposito guardati questo video: http://www.youtube.com/watch?v=A2TXLPqg6M0&feature=player_embedded

Pubblicare non è un servizio. L’editore che sceglie di pubblicare un manoscritto non lo fa per carità divina, per fare un favore all’autore o perché l’autore gli è simpatico: lo fa perché crede che da quel libro potrà ricavarci qualcosa in termini economici.
L’editore è un imprenditore: scommette i propri soldi in ciò che ritiene redditizio; esattamente come fa chi acquista le azioni in borsa, esattamente come chi apre un’attività.
Pubblicare un libro è un lavoro. Un lavoro che va retribuito, perché su quel lavoro l’azienda ci guadagnerà. La tua azienda guadagna anche grazie al tuo lavoro; l’editore guadagna grazie al tuo libro.
Sarebbe come pensare a un ristorante senza pietanze: se chi gli fornisce gli alimenti non viene pagato il ristoratore rimarrà presto senza nulla da dare ai suoi clienti. Il ristoratore non chiede al suo fornitore di pagarlo per fornirgli la merce, è l’esatto opposto.
Ci pensi a un venditore all’ingrosso che viene apostrofato con “o mi paghi o io la tua merce non la prendo”?

Pubblicare senza essere conosciuti non è impossibile. Così come non è impossibile pubblicare gratis. Gli editori che pubblicano esordienti senza chiedere un centesimo ce ne sono a centinaia (e qui ne potete trovare più di 120: http://writersdream.org/case-editrici/lista-free ).
E se nessun editore non a pagamento ti pubblica ti si aprono due vie: rinunciare e pensare che probabilmente nel testo c’è qualcosa che non va o scegliere l’autopubblicazione tramite un POD (Print On Demand) come Lulu o Boopen o Ilmiolibro, avendo cura di dare la disponibilità del download gratuito assieme all’acquisto del testo cartaceo.
Se stai pensando che in questo modo, senza un editore a pagamento alle spalle, non avrai editing, correzione bozze, copertina e promozione sbagli: l’unica cosa che ti mancherà sarà la copertina.

(Testo a cura della redazione del forum Writer’s Dream).

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3 commenti »

  1. Condivido!

    Commento di superdelly — maggio 31, 2010 @ 11:30 am | Rispondi

  2. Ciao, sono capitata sul tuo blog per caso, cercando in giro blog che parlassero di scrittura ed editoria. Mi sono guardata in giro e ti faccio i miei complimenti per questo angolo di web ^^
    Da “scribacchina amatoriale”, un po’ di tempo fa ho avuto una discussione riguardo l’editoria a pagamento con una persona che sosteneva: “come primo passo non è del tutto sbagliato perchè uno comincia pubblicando il primo scritto a pagamento giusto per farlo girare e farsi conoscere, così vede se quello che fa può andare bene, se può piacere alla gente, se va bene dopo, per i lavori futuri, tenta altre strade”, alla persona che mi aveva detto questo (e lo aveva detto magari ingenuamente ma del tutto in buona fede) risposi che uno per capire se è bravo a letto non è che la prima volta va a prostituirsi… poi non so se fui in grado di far capire il mio punto di vista. Insomma, sono d’accordo con il vostro manifesto ed è bene che qualcuno ne parli proprio in virtù del fatto che non c’è solo gente che vuole pubblicare a tutti i costi ma ci sono anche persone “ingenue” a cui certe cose vanno fatte notare.
    Già che ci sono, visto che ultimamente ho parlato spesso di scrittura nei miei post, volevo chiederti il persomesso di segnalare nel mio blog il link di questo articolo.

    Buon prosieguo di giornata (e di blog, e di scrittura ^^)
    Luciana

    Commento di Luciana — giugno 1, 2010 @ 9:49 am | Rispondi

  3. Ciao Luciana, benvenuta nel mio angolino!
    Tanto per cominciare segnala pure questo articolo sul tuo blog o dove vuoi: è solo un tentativo di fare informazione (ci tengo però a dire che il testo non è mio ma a cura della redazione del blog Writer’s Dream. Sono d’accordo con te: accanto a persone che vogliono “pubblicare costi quel che costi” c’è anche una buona fetta di ingenui. A costoro bisogna aprire un po’ gli occhi, perchè purtroppo pubblicare a pagamento non costituisce alcun punto d’onore nel curriculum di un aspirante scrittore. E non serve per farsi conoscere più di quanto non sia utile un blog come il mio o il tuo, dato che i testi pubblicati dagli EAP non hanno diffusione. Tanto vale affidarsi a internet, gratuitamente.

    A presto!

    Commento di Ale — giugno 1, 2010 @ 11:06 am | Rispondi


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