An elven tale

aprile 13, 2010

Delle critiche negative, ovvero: “E se ho scritto una schifezza?” ovvero “Mi espongo al pubblico ludibrio, ma almeno sono onesta!” :D )

Filed under: On writing — Ale @ 5:28 pm
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Deprrrr....

Tutti ci fanno i conti, su questo siamo d’accordo. Perciò parlo per me. Faccio leggere il Romanzuccio a uno sparuto gruppo di amici. Il mio timore è che siano “troppo buoni”, in fondo un po’ mi conoscono, e immagino che il meglio sarebbe affidarsi a dei perfetti sconosciuti…E MENO MALE CHE AVEVO PAURA! Diciamo chenon ho riscosso il successo sperato. Anzi, siamo di fronte ad una raffica di critiche negative (ma, ci tengo a dirlo, costruttive). C’è chi mi dice che la storia è troppo esile e quindi i personaggi non vengono fuori, c’è chi mi dice che i personaggi sono troppi…la più gentile è mia mamma che non ha capito il finale (però la mamma non conta, accidenti!).

Insomma, lo dico a tutti: mi sa che ho scritto una mezza schifezza (e metto il mezza perchè invece lo stile è stato giudicato abbastanza buono quindi non deve essere un’immondizia totale).

Dopo aver mangiato mezzo barattolo di Nutella , eccomi qui per dire che NO, non voglio consolazioni e nemmeno “ma no dai, non intendevo che facesse proprio schifo!!!” da parte di nessuno. Voglio ringraziare. Primo: come ho detto, tutte le critiche hanno avuto un fondamento, quindi dove c’è costruttività c’è anche la possibilità di migliorare. Secondo: l’interesse suscitato dai personaggi mi fa ben sperare. Io avevo cercato di “togliere”, mi hanno addirittura consigliato di aggiungere…insomma, avrò da lavorare per cercare un equilibrio e allo stesso tempo soddisfare alcune curiosità forse effettivamente inespresse. Terzo: Stephen King scrive dalle 3 alle 5 stesure di ogni suo libro. Devo forse lamentarmi di qualcosa (a parte del fatto che il Re è PAGATO per farlo 😛 )?

Conclusione: la critica negativa non deve abbattere. O meglio: può lasciarvi per qualche ora un po’ depressi, come il cagnolino qui sopra, dopodichè deve diventare stimolo per migliorare il testo. Per migliorarsi continuamente.

Io proverò. Poi, può darsi che il mio Romanzuccio resti una ciofeca: lo stabiliranno – probabilmente – gli editori a cui lo manderò, lanciandolo nel cestino con un tiro degno di Michael Jordan. Però potrebbe anche darsi di no, nel qual caso potreste vedere un simpatico volumetto affacciarsi su qualche scaffale…

PS: Il titolo è “IL FANTASMA DEL CAMPANILE – Una Fiaba di Spettri e di Lumache”. 😉

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6 commenti »

  1. Lo dico, lo ripeto e lo ribadisco. Sono iscritta a almeno un centinaio di blog. Il tuo è l’unico che vengo a visitare tutte le volte che posti perché a) non sei lunga B) sei divertente c) centri il punto. E questo non è poco. Ci sono blog che non apro MAI. Mi leggo l’anteprima e poi passo oltre.
    Questo non è poco.
    Poi io direi che già arrivare a scrivere così tanto una roba che abbia senso non sia da poco. Significa che sotto c’è qualcosa. Da qualche parte si deve cominciare.
    Ecco, comincia dalla mazzate XD

    Commento di Carlotta — aprile 14, 2010 @ 6:36 am | Rispondi

  2. Due cosette(!) te le dico anch’io. Premetto che ho letto solo le prime pagine, rubandole a Carlotta, e quindi non posso dare un giudizio serio. Il primo consiglio è di eliminare le note: “belìn” lo capiscono tutti e se non lo capiscono, pazienza. Camilleri allora dovrebbe fare libri con note chilometriche. Il secondo consiglio è di focalizzare meglio i punti salienti della storia. A me era completamente sfuggito che il ragazzino aveva i piedi sollevati da terra e andando avanti mi chiedevo: “Il fantasma quando arriva?”. Il resto te l’avrà sicuramente segnalato Carlotta, che – lo sappiamo – è molto più cattiva di me 😉

    Commento di Andrea — aprile 14, 2010 @ 12:36 pm | Rispondi

  3. Grazie Andre. Ci lavorerò su, come ho detto. Però non è un ragazzino, è una ragazzina :P.
    Quanto alle note: guarda è un tasto per me un po’ dolente nel senso che le ho messe per un senso di attenzione nei confronti del lettore “foresto”. Sono certa che i liguri (e i piemontesi che vanno in vacanza a Finale 😛 )sappiano cosa vuol dire belin, ma penso che da Massa Carrara in giù sia poco meno di una parola straniera. Ci penserò. Mumble mumble…mumble…mumble…
    😀

    Commento di Elfo — aprile 14, 2010 @ 1:13 pm | Rispondi

  4. Sì, sì, ragazzina. Mi è venuto il dubbio mentre lo scrivevo. 😉
    Non preoccuparti se un lettore non capisce una parola (a parte che belìn ormai è piuttosto internazionalizzato), spesso per il lettore è peggio quando si sente troppo accompagnato per mano. E le note hanno quell’effetto lì.

    Commento di Andrea — aprile 15, 2010 @ 8:47 am | Rispondi

  5. Bene! Grazie per il suggerimento! 🙂

    PS: Portiamo “Belin!” in the world!!!

    Commento di Elfo — aprile 15, 2010 @ 8:51 am | Rispondi

  6. Il termine “Belìn” rispetta i criteri di enciclopedicità, tant’è che lo troviamo qui:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Belìn

    Belin!

    PS:
    Alcuni dei contenuti di questa pagina potrebbero urtare la sensibilità di chi legge. 😀

    Commento di Ettore — aprile 18, 2010 @ 7:27 am | Rispondi


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