An elven tale

agosto 28, 2009

Il “compito” dello scrittore

Filed under: On writing — Ale @ 8:30 am
Tags: , , ,

Amo tutto del processo di scrittura.
Cercare le parole adatte, faticare nel non trovarle, guardare il soffitto immaginando e poi, grazie all’ispirazione del momento, riuscire a comporre nella propria testa la frase “giusta” e poterla mettere nero su bianco.
Un’altra cosa stupenda, secondo me, è quando nasce un’idea.
Mi sono sempre chiesta cos’è (o chi è) che suggerisce alla nostra mente un’idea di tale forza da poter essere messa su carta.
Come nascono le storie? Forse sono già lì in attesa che qualcuno sollevi il velo che le ricopre, oppure sorgono spontanee come una risata? La stessa storia può essere raccontata in milioni di modi, la forza dell’idea rimane anche oltre una scrittura non proprio eccellente. Però, secondo me, il compito dello scrittore è fare del proprio meglio per dare dignità e risalto all’idea che gli si è presentata cercando il modo più indicato per esporla.
Costa fatica e, soprattutto, ci vuole un grande sforzo di modestia (merce rara, al giorno d’oggi!) rendersi conto che la maggior parte delle volte ciò che si scrive di getto non va bene.
E spessissimo non va bene nemmeno il modo in cui si corregge!
Immagino che col passare del tempo, come sempre avviene, si acquisti un certo “mestiere”. Uno Stephen King – genialità a parte – impiegherà un millisecondo a descrivere una scena in modo avvincente e spettacolare, mentre una come me – scarso ingegno a parte – ci metterà mezza giornata (e non sarà granchè!!!). Tuttavia, se ci si abbatte per cose come queste, forse si dovrebbe scegliere un’altra strada.
Come dice Carlos Ruiz Zafòn nel suo bel libro “Il gioco dell’angelo”: “Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.”

Annunci

1 commento »

  1. Sono d’accordo, anche io mi pongo questi quesiti, ora e da sempre. Ultimamente sono stato ad alcuni incontri con l’autore, nelle librerie, e non sempre mi è piaciuto il discorso quando esso verteva sul successo ( sottintendendo soldi)e il vero motore dello scrivere veniva dai più lasciato da parte.
    Una delle domande più frequenti di chi ha letto qualcosa nel mio blog è: “ma non temi che te lo possano copiare, prendere?”. Certo, rispondo io, infatti non ci posto romanzi o cose “indispensabili” per portarli a termine ma solo brevi racconti per misurare la mia “vanità” e testare a me stesso con quale grado di consapevolezza (e ci vuole quella, guarda che ci vuole)mando avanti la mia baracca letteraria. E se poi qualcuno “rubasse” le tue idee vuol dire che sono buone, e si deciderà al momento opportuno il da farsi.
    L’importante per noi “scrittori in erba” è di credere in noi stessi senza esagerare.
    Ciao Sergio

    Commento di Sergio — agosto 30, 2009 @ 8:25 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: