An elven tale

agosto 21, 2009

L’insostenibile leggerezza di finire un racconto.

Tempo fa, sul blog di Neil Gaiman (uno dei miei idoli letterari) comparve la domanda di un fan che recitava più o meno così: “Come mai a te pubblicano anche la lista della spesa e io non riesco a pubblicare niente?”
Il signor Gaiman avrebbe potuto rispondere molte cose, come ad esempio: “Perchè modestamente sono un genio.” oppure “Perchè io so scrivere, e tu?” ma non l’ha fatto.
Il suo post diceva: “Probabilmente perchè non hai mai finito niente.”

E’ stato come se avesse parlato a me personalmente.
Io posso dire che amo scrivere, ma non se ne sono capace, perchè al di là di amici, parenti o professori le volte che ho fatto leggere a qualcuno qualcosa di mio si contano sulle dita di una mano. Soprattutto perchè il mio problema, quasi sempre, era che “non avevo ancora finito”.

Oggi è diverso. Oggi posso dirlo: stanotte ho completato la stesura di un racconto. Certo, va rivisto, corretto e lasciato respirare. E spero tanto di avere il coraggio di farlo leggere a qualcuno che non sia obbligato da qualche legge non scritta a dirmi che “non è niente male”.
Ma l’ho finito e solo per questo sono piena di soddisfazione.
Da bere per tuttiii!!!

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2 commenti »

  1. Ciao, non so se ricordi di questo “pazzo” che girovaga per forum blog e altro, ma non è importante. Ho letto ed ho pensato a me, che è vero che ho finito tante cose, ma non le ho rifinite, “fatte respirare”. Poi è da tirar uori il coraggio di far leggere a qualcuno, ed io timidamente ho iniziato, ma finire sul serio è una altra cosa, è mettere la propria bandiera sulla cima. Non ci avevo mai pensato a questo, perciò ti ringrazio di avermi fatto riflettere e ti auguro le migliori fortune per il tuo racconto, perché la bravura si vede anche dalle piccole cose,in bocca al lupo, Sergio.

    Commento di Sergio Moretti — agosto 21, 2009 @ 1:38 pm | Rispondi

  2. Innanzi tutto grazie per il buon augurio.
    Qualcun più saggio di me direbbe che la fine di una prima stesura è solo l’inizio, ma io credo che anche arrivarci, a questa dannata ultima parola, sia una piccola soddisfazione, specie per gente come me che sta sempre “scrivendo qualcosa”.
    Poi, il lavoro di correzione, rifinitura, perfezionamento potrebbe anche non finire mai, ma questo è il bello dell’imparare a scrivere giusto? Si può sempre fare di meglio.

    Commento di Ale — agosto 21, 2009 @ 1:59 pm | Rispondi


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