An elfic tale

Dicembre 15, 2009

Natale in arrivo e una segnalazione.

Archiviato in: Su di me — Ale @ 9:40 pm

Per coloro che mi credevano o in coma o emigrata in Patagonia: ebbene NO, sono ancora qui. Mi rendo conto che l’aggiornamento del blog è importante ma – purtroppo – io lavoro per ALTRI e soprattutto in questi giorni sto cercando di lavorare costantemente ad un racconto che ho in testa già da quest’estate e che sta sgorgando dalla penna (pardon, dalla tastiera) a fiotti. E’ una sensazione piacevole , ma a volte mi sembra fin troppo semplice e mi assale il dubbio: starò scrivendo una boiata? Può darsi, ma almeno mi diverto.

Natale si avvicina e sarò onesta: NON SO quanto riuscirò ad aggiornare prima del 25, quindi faccio fin d’ora a tutti i miei più sinceri auguri (PS: non ho ancora acquistato nemmeno un regalino, faccio davvero tristezza).

E infine una segnalazione:
fino al 15 gennaio sarà possibile partecipare al concorso “Una nuova penna per Our Blog Story. Cerchiamo qualcuno che abbia voglia di divertirsi insieme a noi. Trovate il bando proprio qui
Mi raccomando, diffondete la voce: oltre ad essere una bella iniziativa posso assicurarvi che è MOLTO DIVERTENTE! :)

Settembre 13, 2009

Quelli della mia età

Archiviato in: Libri e scrittori — Ale @ 8:46 pm
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Giorni fa leggevo su una rivista che in Italia l’età media degli scrittori, e soprattutto degli scrittori di fantasy, si sta drasticamente abbassando. Le grandi case editrici come Newton Compton (una a caso) stanno investendo parecchio su libri scritti da adolescenti e non sempre i risultati sono apprezzabili.
Vedendo sugli scaffali le pubblicazioni di questi quindicenni mi sento clamorosamente in ritardo.
Però…c’è un però.Vedo fiorire attorno a me una letteratura “fantastica” ad opera di ragazzi che – più o meno – hanno la mia età. Qui mi sento di far nomi: Francesco Dimitri, Lara Manni, Francesco Falconi (sulla fiducia potrei includere anche G.L. D’Andrea ma ancora non ho letto nulla di suo). Questi sono quelli per cui intravedo un futuro roseo, quelli che – secondo me – hanno le carte in regola. Dico così perchè libri come “PAN” non capitano di frequente, perchè sono stata piacevolmente stupita da “Esbat”, che era nato come fan fiction, perché “Prodigium” – benché secondo me ancora con una tecnica ancora da affinare – è un libro immaginoso e divertente (non vedo l’ora di avere tra le mani il secondo capitolo della saga).
Forse è presto per indicare gli eredi italiani di Tolkien e Neil Gaiman, ma di certo questi sono tra coloro che più ammiro nel campo della narrativa, perchè mattone su mattone si stanno costruendo una strada fatta di impegno e – almeno da quanto si legge nei loro blog – di passione per la scrittura. Fantastico, no?

Settembre 3, 2009

“Our Blog Story” e il piacere di narrare

Archiviato in: On writing — Ale @ 9:18 pm
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E’ bello quando, nel mare magnum del web, si trovano spazi animati da chi, invece di porsi al centro dell’attenzione esplicitando giudizi più o meno sensati su questo e quello, preferisce dare spazio alle storie ed al piacere di narrarle.
Così, senza troppe pretese.
E’ il caso di “Our Blog Story”, un racconto on line scritto a più mani, in cui i protagonisti Sebastiano e Cosetta si incontrano e si scontrano circondati da una serie di gustosi personaggi. Si innamoreranno? Si detesteranno? Quale sarà il loro destino? Non si sa, dato che gli autori non hanno fissato un cannovaccio ed hanno creato, cioè, una specie di “gioco di ruolo” in cui ogni scrittore si identifica con un personaggio.
Ebbene, udite udite: anch’io andrò a far parte della squadra. E’ un onore ed un piacere essermi aggiudicata dopo una lunga e terribile serie di provini (ah ah scherzo!!!) la parte di Alex, il miglior amico del protagonista: un tipo carino, ma un po’ superficiale, che credo sarà divertentissimo “interpretare”.
Sono felice di questa opportunità, sia perchè è un ottimo esercizio di scrittura, sia perchè la trovo un’idea simpatica. Quindi, fin da ora, ringrazio Andrea e Carlotta che l’hanno avuta e non vedo l’ora di poter dare il mio modesto contributo all’iniziativa (quando avremo conquistato il Mondo Intero io vorrei le Isole Fiji, grazie! :D ).

Agosto 28, 2009

Il “compito” dello scrittore

Archiviato in: On writing — Ale @ 8:30 am
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Amo tutto del processo di scrittura.
Cercare le parole adatte, faticare nel non trovarle, guardare il soffitto immaginando e poi, grazie all’ispirazione del momento, riuscire a comporre nella propria testa la frase “giusta” e poterla mettere nero su bianco.
Un’altra cosa stupenda, secondo me, è quando nasce un’idea.
Mi sono sempre chiesta cos’è (o chi è) che suggerisce alla nostra mente un’idea di tale forza da poter essere messa su carta.
Come nascono le storie? Forse sono già lì in attesa che qualcuno sollevi il velo che le ricopre, oppure sorgono spontanee come una risata? La stessa storia può essere raccontata in milioni di modi, la forza dell’idea rimane anche oltre una scrittura non proprio eccellente. Però, secondo me, il compito dello scrittore è fare del proprio meglio per dare dignità e risalto all’idea che gli si è presentata cercando il modo più indicato per esporla.
Costa fatica e, soprattutto, ci vuole un grande sforzo di modestia (merce rara, al giorno d’oggi!) rendersi conto che la maggior parte delle volte ciò che si scrive di getto non va bene.
E spessissimo non va bene nemmeno il modo in cui si corregge!
Immagino che col passare del tempo, come sempre avviene, si acquisti un certo “mestiere”. Uno Stephen King – genialità a parte – impiegherà un millisecondo a descrivere una scena in modo avvincente e spettacolare, mentre una come me – scarso ingegno a parte – ci metterà mezza giornata (e non sarà granchè!!!). Tuttavia, se ci si abbatte per cose come queste, forse si dovrebbe scegliere un’altra strada.
Come dice Carlos Ruiz Zafòn nel suo bel libro “Il gioco dell’angelo”: “Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.”

Agosto 25, 2009

Scrivi ciò che sai (?)

Archiviato in: On writing — Ale @ 9:07 pm
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Mi è capitato innumerevoli volte di leggere articoli, consigli ed altre amenità che gli addetti ai lavori spesso concedono agli aspiranti scrittori. Uno dei più ricorrenti è il famoso “scrivi ciò che sai“.
Devo confessare di restare sempre un po’ perplessa di fronte ad affermazioni di questo genere e non perchè mi ritenga tonta; il fatto è che io amo la letteratura fantastica e mi domando il significato di “scrivere ciò che so” in un campo del genere. Chi ne sa qualcosa?
Con questo non intendo dire che non ci si debba documentare, al contrario(!) anche perchè non esiste un fantasy decente che non abbia la sua arma vincente nella credibilità di certi particolari. Tuttavia mi sembra limitante imporre a chi inizia un percorso di scrittura un determinato tipo di ambientazione, o di personaggi o anche di avvenimenti. E’ come se io, nata e cresciuta in Italia, non potessi ambientare un racconto ad Helsinki senza far storcere il naso a qualcuno. Oppure, dovrei parlare dei tormenti esistenziali di una trentenne, dato che questa è la mia vita ed è senza dubbio qualcosa che conosco?
Naturalmente, avrete capito che sto calcando la mano apposta.
La perplessità, però, rimane. Cosa è meglio? Lasciare briglia sciolta alla fantasia o adeguarsi ai dettami delle persone che di sicuro ne sanno più di me?
ARGH!

Agosto 24, 2009

Il momento per scrivere

Archiviato in: On writing — Ale @ 9:18 pm
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Non è facile, per chi lavora, trovare il momento giusto per scrivere.
Oggi sono tornata in ufficio dopo un bellissimo fine settimana di nullafacenza totale e pensavo proprio che la prima difficoltà per i comuni mortali come me (coloro, cioè, che in qualche modo devono arrivare a fine mese) è non poter dedicare alla scrittura tutto il tempo che si vorrebbe.
E io sono già fortunata perchè vivo ancora in famiglia e sono sollevata dalla maggior parte delle incombenze domestiche. Nonostante ciò devo ammettere che i ritagli di tempo non bastano. Non si può andare avanti con lo stereotipo romantico del genio alla Stephen King che come butta giù tre righe ha già l’inizio di un capolavoro.
Pochi parlano della fatica che comporta il mestiere di scrivere. Ancora meno ammettono che, nonostante la passione, a volte è impensabile sedersi di nuovo al computer e spremersi le meningi in modo da far uscire qualcosa di decente, perchè la giornata lavorativa è stata davvero pesante.
C’è poi un particolare che mi inquieta: ogni scrittore ha il suo momento del giorno preferito per mettere su carta le proprie idee. C’è chi riesce meglio la mattina, chi si fa trovare pronto dalla Musa alle due del pomeriggio, chi predilige il dopocena. Ecco: per me quel momento avviene tra le undici e le due di notte. Il che è una tragedia dato che devo alzarmi la mattina alle sei e mezzo.
In conclusione, oltre alla miracolosa prospettiva di una vincita alla lotteria, dovrò rassegnarmi ad utilizzare il mio tempo a piccoli morsi sperando che prima o poi una pagina decente esca fuori anche a me.
Forse, il vero segno della passione è la perseveranza.

Agosto 21, 2009

L’insostenibile leggerezza di finire un racconto.

Archiviato in: On writing — Ale @ 1:19 pm
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Tempo fa, sul blog di Neil Gaiman (uno dei miei idoli letterari) comparve la domanda di un fan che recitava più o meno così: “Come mai a te pubblicano anche la lista della spesa e io non riesco a pubblicare niente?”
Il signor Gaiman avrebbe potuto rispondere molte cose, come ad esempio: “Perchè modestamente sono un genio.” oppure “Perchè io so scrivere, e tu?” ma non l’ha fatto.
Il suo post diceva: “Probabilmente perchè non hai mai finito niente.”

E’ stato come se avesse parlato a me personalmente.
Io posso dire che amo scrivere, ma non se ne sono capace, perchè al di là di amici, parenti o professori le volte che ho fatto leggere a qualcuno qualcosa di mio si contano sulle dita di una mano. Soprattutto perchè il mio problema, quasi sempre, era che “non avevo ancora finito”.

Oggi è diverso. Oggi posso dirlo: stanotte ho completato la stesura di un racconto. Certo, va rivisto, corretto e lasciato respirare. E spero tanto di avere il coraggio di farlo leggere a qualcuno che non sia obbligato da qualche legge non scritta a dirmi che “non è niente male”.
Ma l’ho finito e solo per questo sono piena di soddisfazione.
Da bere per tuttiii!!!

Agosto 20, 2009

La scrittura va allenata.

Archiviato in: Su di me — Ale @ 9:25 pm
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Lo dice chiunque se ne intenda un pochino.
Non che io, finora, non mi sia allenata abbastanza, figuriamoci.
Sono una campionessa di sollevamento penne.
Ho all’attivo qualcosa come 69.000 messaggi su un noto circuito di forum (a dirla così spaventa persino me). Eppure mi sembra di avere una soddisfacente vita privata.

Bando alle ciance: l’idea di aprire un blog mi è balenata in mente solo in questi ultimi giorni e il motivo è semplice ed è anche il titolo che vedete nell’indirizzo. Amo la scrittura da sempre.
Dato che è il primo messaggio e dovrebbe funzionare anche come presentazione allora vi dirò la verità e tutta la verità: mi chiamo Alessandra e ho venti trent’ anni. Ai tempi di mia madre sarei stata una “signora”: brrr preferisco non pensarci.
Il mio sogno nel cassetto (come -credo – il 110% di coloro che scrivono in rete) è pubblicare le mie storie. Ma sono anche realista e mi sono trovata un lavoro diverso, che non mi dispiace e, soprattutto, mi consente di arrivare a fine mese.
Amo anche leggere e infatti troverete qualche mia recensione su questo stesso circuito.
D’altro canto credo fermamente che la prima regola per scrivere bene sia leggere tanto. Sembra banale, ma sfido chiunque a dire il contrario.
Infine: devo ancora imparare ad utilizzare le proprietà di un blog, quindi spero mi scuserete se troverete cambiamenti, esperimenti, errori di ogni sorta (spero NON di grammatica!).

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